Cosa sono gli UTM e perché sono cruciali per leggere la domanda reale degli utenti

Nel marketing digitale alberghiero, i parametri UTM sono uno strumento noto e ampiamente utilizzato. Nella foto un uomo che cerca un hotel per la prenotazione.

Nel marketing digitale alberghiero, i parametri UTM sono uno strumento noto e ampiamente utilizzato.

Eppure, nella maggior parte dei casi, vengono sfruttati solo in superficie, limitandosi a misurare il traffico e non la reale qualità della domanda generata.

Comprendere davvero il ruolo degli UTM significa fare un salto di livello: passare dal semplice tracciamento dei clic alla lettura delle intenzioni di viaggio.

Cosa sono i parametri UTM e perché servono agli hotel

I parametri UTM (Urchin Tracking Module) sono stringhe di testo aggiunte a un URL per identificare l’origine di una visita.

Consentono di sapere da quale canale arriva l’utente, quale campagna ha generato il clic e quale contenuto o annuncio ha attivato l’interazione.

Un classico esempio è un link utilizzato in una campagna social o advertising, che permette di distinguere il traffico proveniente da Instagram, Google Ads o una newsletter.

Questo tipo di tracciamento è alla base di qualsiasi strategia di marketing digitale.

Fin qui, però, parliamo di misurazione del traffico, non di comprensione della domanda. Ed è qui che, per gli hotel, emerge il primo grande limite.

Il limite strutturale: GA traccia gli UTM, ma non il comportamento nel booking engine

Google Analytics è in grado di associare gli UTM a metriche generiche: quante visite arrivano da una campagna, quanto tempo gli utenti restano sul sito, se cliccano sul pulsante “Book now”.

Ciò che non riesce a fare è collegare quelle campagne a ciò che accade nel booking engine.

Non sa dire quali date sono state cercate dagli utenti provenienti da una specifica campagna, quante notti stavano pianificando, se hanno trovato disponibilità o se hanno abbandonato perché l’hotel era pieno o troppo caro.

In altre parole, GA vede l’inizio del funnel, ma perde completamente la parte più preziosa: l’intenzione di acquisto.
E senza questa informazione, è impossibile capire se una campagna stia generando domanda di qualità o solo traffico.

I parametri UTM sono utilissimi per monitorare alcuni dati utili per l'attività alberghiera. Nella foto, due imprenditori che discutono nella hall di un albergo.

Come Optimand utilizza gli UTM per leggere la domanda reale

Optimand nasce proprio per colmare questo vuoto. La piattaforma collega gli UTM non solo al sito, ma alle ricerche effettuate nel booking engine, permettendo di osservare cosa gli utenti stanno davvero cercando dopo aver cliccato su una campagna.

Questo significa che per ogni UTM è possibile analizzare la domanda generata: quante ricerche di camere sono state effettuate, quali date hanno suscitato maggiore interesse, da quali mercati geografici provengono gli utenti, con quanto anticipo stanno cercando e per quante notti.

Il valore di questo approccio è enorme, perché consente di misurare l’impatto delle campagne prima della prenotazione, quando la decisione è ancora in formazione.

Parametri UTM: la qualità della domanda, non solo il volume

Un altro aspetto fondamentale è la possibilità di valutare la qualità della domanda generata da ciascun canale. Non tutte le ricerche hanno lo stesso valore: alcune portano soggiorni lunghi e prenotazioni anticipate, altre generano interesse su date già molto care o quasi sature.

Optimand consente di capire, ad esempio, se una campagna su Instagram genera meno ricerche ma con soggiorni più lunghi, oppure se Google Ads intercetta molta domanda concentrata su periodi di alta stagione.

Informazioni di questo tipo cambiano radicalmente il modo in cui vengono allocati i budget marketing.

Domanda vs disponibilità: quando la campagna funziona ma l’hotel è pieno

Uno degli insight più sottovalutati riguarda il rapporto tra domanda e disponibilità.

Con Optimand è possibile vedere quante ricerche provenienti da una campagna finiscono in “no availability” o si bloccano già al primo step del booking engine.

Questo permette di ribaltare una narrativa molto comune: conversione zero non significa necessariamente campagna inefficace. In molti casi, la domanda esiste, ma l’hotel non ha più camere disponibili o presenta prezzi fuori mercato rispetto al compset.

Avere questo dato consente a hotel e agenzie di prendere decisioni più corrette, evitando di spegnere campagne che stanno in realtà intercettando una domanda reale.

Dagli UTM alla personalizzazione dell’esperienza

La parte più evoluta dell’utilizzo degli UTM riguarda la personalizzazione in tempo reale. Quando una piattaforma conosce la provenienza dell’utente, il canale, il mercato geografico e il comportamento di ricerca, può adattare l’esperienza sul sito in modo intelligente.

Optimand permette di attivare contenuti dinamici e offerte calibrate sulla domanda effettiva: tariffe personalizzate, messaggi contestuali, suggerimenti su date alternative, alert di disponibilità e codici promozionali dedicati a specifiche campagne o segmenti.

In questo modo, gli UTM smettono di essere solo un’etichetta di tracciamento e diventano uno strumento attivo di conversione.

Nella foto, l'immagine di una persona che monitora una struttura alberghiera.

Perché il tracciamento avanzato degli UTM cambia il lavoro di team e agenzie

Per le agenzie, questo approccio consente di dimostrare il valore creato in modo oggettivo, mostrando non solo le prenotazioni finali ma anche la domanda generata e intercettata.

Per i team marketing ed e-commerce degli hotel significa poter investire sui canali che producono domanda più profittevole, evitando sconti indiscriminati.

Per i revenue manager rappresenta una finestra anticipata sulla domanda futura, utile per adattare prezzi e strategie prima che il mercato si muova.

Conclusioni sui parametri UTM

Nel contesto alberghiero moderno, tracciare gli UTM non è più sufficiente.

La vera differenza la fa la capacità di collegarli alla domanda reale, ai comportamenti nel booking engine e alla disponibilità dell’hotel.

Solo così è possibile passare da un marketing reattivo a una strategia guidata dai dati, dove ogni campagna diventa uno strumento di lettura del mercato e non solo di vendita.

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